Estratti CRAVING

CRAVING di Jo Rebel

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«Nel mio mondo non c'è posto per gli umani e i pochi che lo sfiorano hanno tre possibilità: muoiono, vengono trasformati, ma questa è un'opportunità davvero rara, oppure si limitano ad essere dei giocattolini per poche ore» affermai sarcastica. «Tu non servi nemmeno per questo.» Gli lanciai un conclusivo sguardo derisorio.Fu l'ultima cosa che vide di me. 
"Victoria"

«Ho goduto a uccidere quei bastardi. Non sai la sensazione di potere che ti coglie nel momento in cui bevi l’ultima goccia di sangue da un essere umano, quando esala l’ultimo respiro e la vita lo abbandona entrando temporaneamente nel tuo corpo. È indescrivibile, e una volta provato hai non poche difficoltà a rinunciarvi.»I suoi occhi cambiarono forma diventando aggressivi. Le occhiaie divennero più profonde. Il rosso cominciò a inondargli le iridi. 
"Gregorio"

All’inizio tremai, poi il mio istinto lo riconobbe e capii. Mio fratello. Era accanto a me, come sempre. Anche lui era stato ferito gravemente, ma quanto? Provai a parlare ma non riuscii a emettere alcun suono. Il solo pensare mi costava troppa fatica. [...] E poi all’improvviso arrivò. Tutto si fece buio, sempre più buio… Con un ultimo respiro, sfinita, abbracciai la tenebra. 
"Victoria"

Sono sempre stato convinto che vivere in eterno possa logorare fino addirittura alla follia. E accidenti, vivere senza sosta e con le stesse persone ancor di più. Sorrisi. Stavo mentendo. Mia sorella è il mio personale sole di mezzanotte, la luce della mia tenebra a cui non credo potrei mai rinunciare veramente.
"Gregorio"


Un giorno il mio padre-vampiro acquisito mi prese da parte, mise un braccio attorno alle mie spalle e disse: «In te è fin troppo evidente il fascino della tenebra, figlio mio. Attiri gli esseri viventi come la luce attira le falene, ma sta’ attento. Ciò che provoca desiderio, provoca anche invidia. Potresti trovarti a dover gestire situazioni spiacevoli più spesso di quanto tu voglia. E non dimenticare mai che non è l’attenzione sulla nostra diversità che desideriamo conquistare.» 
"Domiziano"

La voce di Federico arrivò dalla mia destra. Aveva lo sguardo pensieroso rivolto alle cime delle montagne.
«Non vedo l’ora di incontrare Victoria, non ci vediamo da parecchio tempo.»
Mi schiarii la gola, già maledettamente secca e bisognosa di altro sangue.
«Fede, fai attenzione con mia sorella. Non ha cambiato carattere e quando si tratta di te le sue reazioni sono sempre poco prevedibili.» 
Ascoltai la risatina del mio migliore amico propagarsi fresca nell’abitacolo.
"Federico"


Il mio Creatore si voltò di scatto e i suoi occhi mi fulminarono.
«Sei sicura che fosse umano?» domandò d’istinto, con un leggero tono ansioso nella voce.
«Sì, ne sono sicura» affermai convinta, e anche un po’ sorpresa.
Certo che era umano, non poteva essere altrimenti. Avevo ascoltato il suo cuore battere e il sangue scorrergli caldo nelle vene. Non avevo percepito alcuna aura di potere attorno a lui. Era mortale, ed era un fatto ineluttabile che fosse umano.
Domiziano abbassò il viso verso il pavimento, scosse la testa più volte come a voler scacciare una possibile verità, e poi lo sentii ripetere le mie parole, quasi sussurrandole. «Come se il suo sangue ti chiamasse…»
Scattai in piedi.
"Domiziano"


«Non tentare di prendermi per fesso, Fede. La mia sorellina è colei che a tutt’oggi ti solletica di più l’appetito» mi voltai verso di lui, gli rifilai una lunga occhiata da dietro le lenti scure e a bassa voce aggiunsi: «E non mi sto riferendo a niente di liquido e vermiglio.»
Federico scoppiò in una fragorosa risata. «Come preferisci. In un modo o nell’altro, è l’unica che riesce a mandarmi ai pazzi limitandosi a non rivolgermi la parola» affermò poi, facendomi l’occhiolino. Con un movimento repentino tornai a guardare la strada e dissi le uniche parole che sapevo avrebbero dichiarato la fine di quel preciso argomento: «Forse verrà il momento in cui vorrò sapere cosa è davvero successo tra voi due.» 
Federico tornò serio. «Ogni cosa a suo tempo. Oggi sono qui per te, e comunque non credo sarà mai la mia bocca a pronunciare quella verità. Forse un giorno Victoria stessa vorrà raccontarti la fine della nostra storia. Io posso solo dirti che di quella fine non vado fiero, ma questa è una cosa che sai già» disse, con un accenno di rimpianto.
"Federico"


[Proprietà letteraria riservata COPYRIGHT © Jo Rebel]

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